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David è nato nel 1972, sebbene nessuno gli dia credito quando dichiara l’età. Dice di essere entrato in Collegio per sua stessa volontà, al termine delle scuole elementari, uscendone dopo 5 anni per evidenti incompatibilità. Non vi trova infatti ciò che andava cercando, tuttavia riesce a imparare cosa significhino la disciplina, la meditazione e la musica sull’armonio, e a stabilire che un biennio di Liceo Classico permette di ottenere il Diploma d’Istituto Magistrale con pochissimo sforzo supplementare. Diventa Infermiere per compensare il terrore di non sapere come intervenire sulle persone che stanno male (da quando ha scoperto come fare, ha trascorso tutto il suo tempo professionale in Area Critica). Ha molti interessi. Quasi tutti. Soffre di una forma incurabile di feroce autocritica ed è vittima dell’unica tragedia umana della quale si possa ridere senza rimorsi: ha un’intolleranza all’alcool. Vive tra i colli dell’Alta Brianza. Chi lo dovesse vedere, magari lungo una salita abbracciato alla bici da corsa, abbia la cortesia di salutarlo da parte nostra. Pensa molto più di quanto scriva, e per parecchio tempo è stato l’unico lettore di se stesso, limitandosi a lavorare sodo sulla propria identità letteraria. Sono molti i premi letterari nei quali, negli ultimi anni, suoi racconti si sono piazzati ai primi posti. Tra questi, spicca il primo posto in Archetipi: le radici dell'immaginario, che gli è valso un posto nella raccolta Archetipi della collana Camera Oscura di Edizioni XII. Imminente l’uscita, sempre per Edizioni XII, del suo primo romanzo, il thriller Opera sei. Presente anche nella prossima raccolta della collana Camera Oscura, incentrata sulle maschere e su Venezia.
Non ha un sito e nemmeno un blog, perché l’ombra è un buon posto dal quale osservare il mondo.
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